Il segretario generale dell’Authority Giuseppe Busia segnala lo scarso aggiornamento e la debole preparazione delle aziende
sui temi della privacy
.
Solo 18mila sono i professionisti che si informano regolarmente e hanno recepito a pieno il principio di accuntability.

Giuseppe Busia, lancia l’allarme dal palco dell’ottava edizione del Privacy Day al Cnr di Pisa evidenziando che nonostante
l’entrata in vigore, ormai un anno fa, del Gdpr, la situazione che si sta creando in Italia “non è nella logica del nuovo
Regolamento Ue, che non prevede un adempimento una tantum, ma richiede una manutenzione continua in un cammino che si fa
di giorno in giorno, e quindi c’è qualcosa da recuperare sotto questo profilo”.

solo il 62% degli addetti ai lavori non è aggiornato e non si aggiorna riguardo i temi che sono in continua evoluzione, come quelli della
privacy e la sua conseguente protezione e il tutto inevitabilmente produce in una scarsa preparazione da parte delle aziende e dei professionisti che sistematicamente
mettono a rischio la tutela della privacy dei loro utenti.

L’ex Garante Francesco Pizzetti ha evidenziato che “la protezione dei dati personali e il GDPR
sono un pilastro fondamentale di un sistema regolatorio complesso, essenziale per lo sviluppo dell’economia digitale
nell’ Ue e al centro c’è la necessità di trovare equilibrio fra tutela delle libertà e dei diritti delle persone e la
libera circolazione dei dati in tutta l’Unione”. Secondo Pizzetti “il GDPR è fondamentale per completare il Digital
single market e consentire all’ Ue di competere da posizione forte con gli altri attori globali, come Cina e Usa, nella corsa
allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dell’Internet of things, degli scambi e della produzione di beni e servizi nella età del digitale
”.

Come ho già detto in passato, mi sono reso conto personalmente, che il tema GDPR è stato sottovalutato da molte aziende.
Vuoi per la cannibalizzazione dei professionisti, c’è stata una corsa al ribasso, credendo che bastasse nominare qualche DPO e produrre qualche informativa
per sentirsi protetti da eventuali sanzioni.

Non è così, da un lato vorrei che il garante si preoccupasse di più delle piccole e medie imprese, in modo da sfornare qualche sanzione, che aprisse
gli occhi a tutti quelli che si sono rivolti ai loro “commercialisti” per 400€.

Il mestiere del DPO, non si inventa di sana pianta, non si può da un giorno all’altro scaricarsi il regolamento fare qualche stampa in pdf e credere di aver
recepito la normativa.

Il GDPR, a mio parere, è un modo di pensare, di agire e di prevenire. Finchè non ci si rende conto che la privacy dei cittadini e/o dei propri clienti è paritetica
alle loro fatture, in Italia, resteremo sempre il fanalino di coda in materia di protezione dei dati rispetto agli altri paesi europei.

Vi invito a leggere il mio vecchio articolo su cui esprimevo le mie perplessità riguardo la corsa al ribasso nella nomina dei DPO.